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  • 08/02/2017 11:31:18
    Elena Plances

    On line il percorso tematico del progetto: Legature antiche e di pregio in Piemonte

    Dal mese di dicembre 2016 è accessibile, sul sito del Catalogo generale dei beni culturali il Percorso tematico dedicato al progetto “Legature antiche e di pregio in Piemonte”.

    Il progetto, nato dalla positiva esperienza di collaborazione tra Regione Piemonte, Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Piemonte e ICCD e collocato all’interno dell’Accordo stipulato tra Regione Piemonte e ICCD nel luglio del 2015, è esteso a tutto il territorio regionale piemontese e descrive la legatura come opera d’arte, mantenendo gli elementi che la caratterizzano nel suo inscindibile legame con il bene libro. Finora sono state descritte e fotografate 1500 legature conservate presso enti pubblici e privati delle province di Asti, Vercelli e Torino. I risultati raggiunti fanno auspicare che il progetto possa essere replicato anche da altre realtà culturali nazionali.

    Il percorso tematico permette di indagare la banca dati del progetto attraverso cinque parametri di ricerca: legature alle armi, legature di ambito italiano, di ambito francese, di ambito piemontese, legature che presentano super libros. I risultati della ricerca, georeferenziati a livello di comune, consentono di accedere alle schede e alla relativa documentazione fotografica.

  • 15/11/2016 12:45:37
    Elena Plances

    La scheda SM (Strumenti Musicali) è online

    La scheda è stata progettata per la catalogazione degli oggetti nati per fare musica nell’ambito delle diverse culture, senza limiti spaziali o temporali. Si tratta dunque di una scheda articolata, complementare alla scheda SMO Strumenti Musicali - Organo e debitrice, nella sua strutturazione, delle schede OA Opera e oggetto d’arte, RA Reperto archeologico e BDM Beni demoetnoantropologici materiali.

    Già il seminario di Presentazione della scheda SMO (Strumenti musicali – Organo). Verso la definizione delle schede degli altri strumenti musicali, nel marzo 2009, fece emergere la necessità di una nuova scheda da utilizzare per la catalogazione di tutti gli strumenti musicali, ad eccezione degli organi. Da qui la costituzione del gruppo di lavoro specialistico di esperti e di responsabili delle principali collezioni italiane di strumenti musicali che ha lavorato di concerto con i funzionari tecnici dell’ICCD, anche con la collaborazione dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR).

    Con la scheda SM è possibile catalogare: un singolo esemplare di strumento musicale; una serie o un insieme di più esemplari della stessa tipologia; una o più parti, uno o più frammenti di uno strumento musicale; per estensione oggetti che non sono in sé strumenti musicali, né loro parti o frammenti, ma sono direttamente collegati alla produzione del suono da parte di strumenti musicali (ad esempio archetti, plettri, ance, mazzuoli ecc.). Si può utilizzare la scheda anche per gli strumenti-giocattolo, per i modelli di strumenti musicali e di meccanica riferibili a strumenti musicali. Per gli attrezzi funzionali alla costruzione di strumenti musicali si può invece fare uso della scheda PST Patrimonio scientifico e tecnologico.

    Visita la pagina degli standard sul sito ICCD

  • 05/10/2016 12:14:18
    Elena Plances

    Redazione aggiornata Normativa F versione 4.00

    E’ stata pubblicata sul sito ICCD la redazione aggiornata della Normativa F - Fotografia versione 4.00 con una introduzione di Elena Berardi in cui vengono evidenziati gli aggiornamenti rispetto alle versioni precedenti (scheda F pubblicata nel 1999 e scheda F di versione 3.00 in uso dal 2003).

    L’Introduzione, precisa Elena Berardi, è rivolta prioritariamente ai catalogatori di nuova generazione chiamati a confrontarsi con uno strumento che, ereditando un’impostazione concettuale e metodologica disegnata a suo tempo a misura di fotografia, si giova di quasi un ventennio di applicazione in contesti non esclusivamente storico artistici ma anche archivistici e bibliotecari, che hanno fatto emergere, in sintonia con l’avanzare dei tempi, la necessità di una rivisitazione dell’impostazione metodologica rispetto a quanto elaborato dall’ICCD su questi temi negli ultimi anni.

  • 20/09/2016 11:19:33
    Elena Plances

    Il sisma nel centro Italia. Il Catalogo del patrimonio artistico per il pronto intervento

    L’emergenza creata dal sisma che ha colpito l’Italia centrale il 24 agosto scorso, ha immediatamente mobilitato l’unità di crisi del MiBACT nelle aree interessate dalle principali scosse. L’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) e l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR) hanno provveduto a realizzare report di sintesi sui beni residenti nei comuni dichiarati ufficialmente danneggiati dal sisma, trasmettendoli al personale coinvolto nella valutazione dei danni al patrimonio artistico.

    I report riguardano in particolare il Lazio: Accumoli (RI), Amatrice (RI); le Marche: Arquata del Tronto (AP), Acquasanta Terme (AP), Montegallo (AP), Montefortino (FM), Montemonaco (AP); l’Abruzzo: Montereale (AQ), Capitignano (AQ), Campotosto (AQ), Valle Castellana (TE), Rocca Santa Maria (TE); l’Umbria: Preci (PG), Norcia (PG), Cascia (PG), Monteleone di Spoleto (PG).

    L’informazione dettagliata e georeferenziata degli edifici e dei beni mobili in essi contenuti, sta consentendo ai tecnici di condurre in maniera sistematica la verifica, la mappatura e il censimento dei danni per poter intervenire con il recupero e la messa in sicurezza dei beni artistici. Condizione essenziale per la realizzazione di una reportistica sistematica è stata la catalogazione dei beni effettuata alla fine degli anni ‘90 dalle soprintendenze territoriali, successivamente aggiornata e accresciuta dalle stesse soprintendenze e dalle diocesi attive per l’Inventario dei beni di proprietà ecclesiastica coordinato dalla CEI.

    Le schede di catalogo gestite dal Sistema informativo generale del catalogo (SIGECweb), insieme ai dati residenti negli altri sistemi informativi del MiBACT dialoganti attraverso Vincoli in rete (VIR),  hanno permesso di produrre rapidamente una reportistica esauriente e comunque tale da agevolare le preliminari azioni ricognitive. L’interoperabilità tra i principali sistemi MiBACT (Carta del Rischio, Beni Tutelati e SIGECweb) si conferma chiave risolutiva per la crescita della conoscenza dei beni sul territorio nazionale. 

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